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GRUPPO DI ACQUISTO SOLIDALE GASPACHO - PRESENTAZIONE

 

La nascita dei Gruppi di Acquisto Solidali - [da http://www.retegas.org]
La storia dei gruppi d'acquisto solidali in Italia inizia nel
1994 con la nascita del primo gruppo a Fidenza, quindi a Reggio Emilia e in seguito in diverse altre località. Nello stesso periodo si diffonde in Italia l'operazione "Bilanci di Giustizia", lanciata a fine '93, che chiede alle famiglie di verificare sul bilancio famigliare l'incidenza delle loro modifiche allo stile di vita.

Nel 1996 viene pubblicata dal Centro Nuovo Modello di Sviluppo la "Guida al Consumo Critico", con informazioni sul comportamento delle imprese più grandi per guidare la scelta del consumatore; l'ampio elenco di informazioni documentate sulle multinazionali accelera il senso di disagio verso il sistema economico e la ricerca di alternative.
Nel
1997 nasce la rete dei gruppi d'acquisto, allo scopo di collegare tra loro i diversi gruppi, scambiare informazioni sui prodotti e sui produttori, e diffondere l'idea dei gruppi d'acquisto.
Questa esperienza è ora in fase di crescita, sia per la creazione di nuovi gruppi che per la loro visibilità:
in Italia, secondo dati di www.retegas.org, la rete nazionale di collegamento dei GAS, sono stati censiti 399 gruppi e 10 reti; in provincia di Milano ce ne sono 44. I gruppi di acquisto sono collegati fra di loro in una rete che serve ad aiutarli e a diffondere questa esperienza attraverso lo scambio di informazioni.


Cosa sono i Gruppi di Acquisto Solidale (G.A.S.)?
Un gruppo d’acquisto è formato da un insieme di persone che decidono di incontrarsi per acquistare direttamente dal produttore generi alimentari o di uso comune, da ridistribuire tra loro. Ogni GAS nasce per motivazioni proprie, spesso però alla base vi è una critica profonda verso il modello di consumo e di economia globale ora imperante, insieme alla ricerca di una alternativa praticabile da subito. Il gruppo aiuta a non sentirsi soli nella propria critica al consumismo, a scambiarsi esperienze ed appoggio, a verificare le proprie scelte e a imparare dagli altri attraverso la documentazione e la condivisione delle informazioni e delle conoscenze.

Il Gaspacho di Sesto San Giovanni è nato nel 2004 a seguito di un’iniziativa promossa da Agenda 21 sul territorio comunale. Dopo circa 6 mesi, il Gruppo ha sentito la necessità di svincolarsi da Agenda 21 con l’obiettivo di potersi organizzare più rapidamente e sentirsi libero da strumentalizzazioni. Di fatto siamo un gruppo di cittadini sensibili alla necessità di uno stile di vita più sostenibile e pensiamo che le nostre scelte di consumo critico possano avere un peso in questo cambiamento.


Sì, ma... perché si chiama solidale?
Un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che -a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze- subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo.

La logica del mercato è tale per cui anche coloro che vi si oppongono idealmente finiscono con l’alimentare da consumatori lo strapotere delle multinazionali che controllano i flussi produttivi e commerciali. Organizzarsi in un GAS significa, quindi, impegnarsi in una profonda riflessione sui propri consumi sia per quanto riguarda l’influenza di questi sull’ambiente e sulla salute, sia per quanto riguarda i modi e gli attori della produzione e della distribuzione di ciò che consumiamo.


I criteri del GASPACHO

  • Prodotti provenienti da piccoli produttori –possibilmente locali- per avere la possibilità di conoscerli personalmente, vedere l’azienda e capire come è impostato il lavoro. Scegliere fornitori che siano nelle vicinanze aiuta a contenere i costi di trasporto e l’inquinamento.

  • Se possibile, prodotti biologici, ma non necessariamente certificati. Abbiamo capito che la certificazione è un costo che spesso i piccoli produttori non possono/vogliono sostenere e che i controlli di filiera degli enti certificatori sono a campione e non costanti nel tempo. Inoltre, spesso i criteri della produzione biologica sono troppo rigidi per essere applicabili dai piccoli produttori e permettere loro di sopravvivere traendo un profitto degno dal loro lavoro. Ci siamo accorti che, troppo spesso, chi è certificato biologico è un’azienda troppo grande per essere un fornitore di GAS.

  • Rispetto delle norme contrattuali previste sui luoghi di lavoro: no ai produttori con personale che lavora in nero o in condizioni irrispettose della sua dignità

  • Sostegno di iniziative produttive particolarmente significative dal punto di vista sociale

  • Prodotti frutto del recupero di zone agricole marginali o in abbandono per favorire la conservazione del territorio o di varietà vegetali o razze animali autoctone per garantire la sopravvivenza della biodiversità.

  • Trasparenza e tracciabilità dell’intero processo di produzione

  • Buon rapporto qualità-prezzo: siamo disposti a pagare un po’ di più un prodotto se sappiamo che è di qualità e che è il risultato di un impegno etico da parte del produttore

  • Consumare meno, consumare meglio: evitare acquisti inutili, comprare solo quello che veramente ci serve compensa il prezzo leggermente superiore di certi prodotti

  • Minimo impatto ambientale in tutte le fasi del ciclo produttivo (inquinamento, spreco energetico, produzione di imballaggi)

  • Commercio equo e solidale per i prodotti non presenti sul nostro territorio (tè, caffè, zucchero, cacao, spezie, ecc.)

  • Promuovere l’autoproduzione ove possibile


L’organizzazione del GASPACHO

Il GASpacho si è dato uno schema organizzativo orizzontale: non c’è un leader né un coordinatore perché crediamo nella partecipazione consapevole di tutti. Ognuno apporta al gruppo quello che sa, il tempo che può dedicarvi, le sue idee e proposte e si prende degli incarichi in base alla sua disponibilità personale: per il nostro gruppo la partecipazione, la presenza, la collaborazione sono criteri organizzativi essenziali.

Siamo organizzati in sottogruppi, costituiti in base a settori merceologici o gruppi di prodotti. I sottogruppi si incaricano di raccogliere informazioni sulle caratteristiche di qualità dei prodotti di cui si occupano, di cercare produttori che rispettino i criteri che ci siamo dati, di valutare i prezzi e, se possibile di andarli a visitare o di procurarsi un assaggio dei prodotti da proporre al gruppo. Quando un sottogruppo è pronto per presentare il suo lavoro al resto del gruppo, chiede che il suo intervento venga messo all’ordine del giorno di un incontro, relaziona al gruppo il risultato della sua ricerca e insieme si valuta la possibilità di fare un ordine, della cui gestione e distribuzione naturalmente si occupa il sottogruppo che ha presentato il produttore.

Il lavoro dei sottogruppi è inoltre in continua revisione: una volta che i produttori vengono selezionati e si decide di effettuare un ordine, l’attività di ricerca e valutazione critica dei prodotti non si ferma. E’ possibile, infatti, che nel tempo, anche su categorie merceologiche consolidate, si decida di modificare il paniere di produttori da cui il GAS si fornisce. Inoltre, quando il tema affrontato da un sottogruppo risulti essere troppo vasto e complesso da comprendere (es: composizione chimica dei detersivi e impatto ambientale), si valuta la possibilità di invitare alle riunioni del GAS esperti della materia. L’obiettivo del GAS è infatti quello di ottenere l’informazione più completa e oggettiva possibile prima di procedere con l’eventuale ordine.


I sottogruppi si riuniscono in momenti diversi rispetto alle sessioni plenarie. Il GASpacho ha una propria sede e vi si riunisce il giovedì alle ore 21, a cadenza quindicinale. La sede è a disposizione dei sottogruppi tutti i giorni, tranne il martedì e il mercoledì.


Ad oggi i prodotti che acquistiamo sono:

  • verdura biologica

  • arance da agricoltura biodinamica

  • pasta bio

  • riso bio

  • vino bio e non

  • birra non pastorizzata

  • conserve di pesce (tonno, acciughe, ecc.)

  • olio

  • farine bio

  • legumi bio

  • miele bio

  • parmigiano reggiano, latticini e derivati

  • carne bio

  • salumi e insaccati

  • prodotti consumo equo e solidale

  • detersivi a basso impatto ambientale

  • cosmetici naturali


Alcuni di noi si autoproducono: pane, yogurt, cosmetici, detersivi.


La partecipazione al gruppo prevede anche la gestione della cassa, del sito web, della posta del gruppo, del materiale informativo relativo ai produttori, dell’accoglienza delle persone interessate e delle relazioni del nostro GAS con la rete Intergas milanese.


L’adesione al gruppo prevede una quota cauzionale associativa una tantum di 35 euro per nucleo familiare, che viene restituita nel momento in cui si decide di uscire dal gruppo. Oltre a questo, l’affitto della sede, che ammonta a circa 500 euro annuali da suddividere per i nuclei familiari aderenti.


Per gli acquisti abbiamo adottato un sistema basato su “voucher a scalare” che ci permette di avere sempre liquidità di cassa per pagare alcuni fornitori in contrassegno e anche per risparmiare tempo al momento del ritiro e pagamento della merce da parte dei membri